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Incontro tra Croce Rossa e Ordine di Malta. Gettate le basi di un lavoro comune.

“Siamo accomunati da un ‘filo rosso’: lavoriamo per le stesse finalità, sulla base del principio di Neutralità e mossi dall’obiettivo di aiutare le persone che soffrono, senza alcuna discriminazione. Sono certo che ci sia la possibilità di collaborazioni future”. Con queste parole il Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, ha accolto la delegazione della Croce Rossa Italiana capeggiata da Francesco Rocca, nella sua doppia veste di Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
“Il nostro fondatore, il Beato Gerardo – ha proseguito il Gran Maestro – ripeteva sempre: ‘Fratello, in che cosa posso aiutarti? Questa è la base da cui parte la nostra azione. L’Ordine opera in 120 Paesi a favore degli ‘ultimi’ e dei più bisognosi”.

“Il Movimento di Croce Rossa è ispirato dal motto di Henry Dunant ‘Tutti Fratelli’, un approccio simile e vicino a quello del Beato Gerardo. Le parole dei nostri padri fondatori – ha detto il Presidente Rocca – segnano il primo dei tanti punti di contatto tra l’attività della Croce Rossa e quella del Sovrano Ordine di Malta. Attività, la nostra, che va ben oltre quella del soccorso con le ambulanze. Facciamo educazione e formazione al soccorso, infatti. Crescono sempre più i nostri servizi sociali e alla persona, le attività del Corpo Militare e delle Infermiere Volontarie. Siamo stati sulle navi nel Mediterraneo per aiutare i migranti in difficoltà e abbiamo assistito e assistiamo tutti gli sbarchi sul territorio nazionale. Gestiamo centri di accoglienza. E’ in atto un empowerment della nostra Gioventù. Come Federazione Internazionale, poi, lavoriamo, tra le altre cose, sui cambiamenti climatici, sui fenomeni migratori e sulle tante crisi nel mondo. Questo incontro è importante perché getta le basi di un lavoro comune che, a nostro avviso, scongiura il rischio di autoreferenzialità delle grandi associazioni umanitarie e rappresenta una indiscussa ricchezza”.