diventa uno di noi

Vai alla pagina ICE

Vai al sito nazionale

visita il sito regionale

scopri il nostro magazine

I NOSTRI PARTNERS


Partner di CRI Spoltore







Weather Underground PWS IPESCARA3

Scrivici


Visite totali:


Statistiche di oggi:

Il Se.P. di Spoltore all’esercitazione del Modavi

Relazione tecnica sull’intervento dei nostri operatori del Servizio Psicosociale nell’ambito dell’evento esercitativo predisposto dall’Associazione Modavi per il IV Campo scuola nazionale di Protezione civile.
(a cura di Mariagrazia Pantanella e Cinzia Iurisci)

Il giorno sabato 07 ottobre 2017 la squadra Ssep del Comitato CRI di Spoltore ha partecipato, insieme alle altre specialità del Comitato stesso, alla simulazione che si è svolta nell’ambito del IV Campo scuola nazionale del Modavi di Protezione Civile, sullo scenario di un ipotetico evento sismico a Spoltore.
Dopo l’accreditamento presso il Campo situato in zona L’Arca a Villa Raspa di Spoltore, la squadra si è divisa in due gruppi da tre volontari, tutti in divisa ordinaria e forniti di elmetti di protezione e gilet ad alta visibilità identificativi del Servizio. Il primo gruppo si è recato sul crash ed ha operato appoggiandosi al Pma (è stato deciso di non montare la tenda SeP a causa del forte maltempo in corso).

Dalla suddetta tenda la squadra si è spostata (due volontari e il terzo rimasto a disposizione per altri eventuali interventi) per recuperare una vittima che vagava tra le macerie in evidente stato confusionale. Il ragazzo a nome Lorenzo è stato convinto a recarsi prima al Pma per un eventuale controllo sanitario e poi, su sua richiesta insistente, accompagnato a visionare esternamente la sua casa; solo esternamente poiché gli è stato fatto capire il pericolo eventuale che si poteva correre entrando e che era il caso di aspettare l’ispezione dei Vigili del Fuoco; il coordinatore è stato sempre informato in tempo reale su ciò che si stava svolgendo. Nell’attesa di notizie la vittima è stata accompagnata in un luogo tranquillo e appartato (sagrestia della chiesa madre), lasciato in compagnia di altri volontari e aggiornato periodicamente sull’evolversi della situazione.
Successivamente la squadra è intervenuta su una vittima catatonica, accompagnata anch’essa al Pma e poi tranquillizzata; portata successivamente nella sagrestia della chiesa, in attesa di notizie sulla madre ancora sotto le macerie.
In seguito è arrivata presso il Pma una sopravvissuta in stato confusionale, che non ricordava dove abitasse ma ha riferito che con lei c’erano il marito ed i figli; nel nucleo familiare c’erano anche i genitori anziani che però non abitavano con loro. Tranquillizzata e avvisata la squadra di ricerca sulle notizie avute. La signora è stata poi avvisata che i familiari erano stati trovati e soccorsi ed erano in sicurezza.
L’ultima vittima, anch’essa accompagnata al Pma informava la squadra che il fratello era disperso tra le macerie. Allertate immediatamente le squadre di ricerca e nel frattempo la vittima è stata accompagnata in un luogo tranquillo. Successivamente, avendo appreso della morte del fratello, la squadra Ssep ha comunicato alla vittima il decesso del familiare.
In un momento di stasi della simulazione, la squadra Ssep, in accordo con i simulatori CRI (bravissimi!) ha organizzato l’arrivo dei familiari degli ultimi due dispersi non ancora ritrovati, organizzando e successivamente gestendo una crisi isterica collettiva.

 

La squadra Ssep rimasta nel Campo attendato aveva a disposizione una tenda e poteva contare sul fattivo contributo di un’infermiera (che aveva possibilità di lasciare la tenda stessa per procurare eventuali coperte e generi di prima necessità) oltre ad una psicologa del Modavi.
Sono arrivati due ragazzi maggiorenni, uno in stato catatonico e l’altro in stato ansioso. Sono state prese le generalità di entrambi e comunicate al Capocampo Francesca; entrambi aspettavano notizie delle rispettive madri, presenti con loro al momento del sisma. La psicologa si è accertata dello stato di salute del ragazzo catatonico chiedendo al medico di famiglia ed al Cim se fosse sotto cura farmacologica.
L’altro aveva un fratello all’università di Bologna che è stato avvisato per il tramite della Questura di Pescara.
La madre del ragazzo catatonico è stata portata al Pma perchè politraumatizzata ma cosciente e, dopo aver aspettato che i medici facessero il necessario, è stato fatto il ricongiungimento.