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False accuse e fake news, la condanna della Croce Rossa Italiana

Rilanciamo un articolo pubblicato dal sito nazionale della Croce Rossa Italiana:

Nelle ultime ore, attraverso profili facebook privati che se ne attribuiscono la proprietà, è tornato a circolare un video del 2011, che nel corso degli ultimi due anni, complice la capacità moltiplicatrice dei social network e la diffusione di fake news, spunta fuori periodicamente e mostra un uso illegittimo dell’emblema del Comitato Internazionale della Croce Rossa su alcune casse che contengono denaro contante. Già lo scorso gennaio, il CICR specificò con estrema chiarezza che “Il Comitato non ha nulla a che fare con lo stoccaggio o il trasporto di denaro che viene contestato attraverso il video e condanniamo con forza l’abuso perpetrato ai danni del nostro nome e del nostro logo”.

Questo utilizzo improprio dell’emblema nel video è un pericoloso abuso del nome del CICR e del particolare significato e scopo dell’emblema della Croce Rossa, che è segno visibile della protezione garantita alle vittime dei conflitti armati dalle Convenzioni di Ginevra. Il video, privo di qualsiasi elemento di autenticità e contestualizzazione, alimenta false teorie di cospirazione, come il riciclaggio di denaro, che arrecano un grave danno alla reputazione costruita dall’organizzazione.

Anche se non siamo a conoscenza di incidenti legati alla diffusione del video – prosegue il CICR nel suo comunicato dello scorso gennaio – siamo preoccupati per l’impatto che un abuso così palese potrebbe avere sulla sicurezza del nostro staff impegnato in attività in diversi Paesi, dove la fiducia di tutte le parti è essenziale per la protezione dei nostri operatori e per indirizzare efficacemente la nostra azione umanitaria verso coloro che ne hanno bisogno”.

In un momento storico in cui si fa un gran parlare di fake news e utilizzo responsabile dei social network, contribuire alla diffusione periodica di simili falsi, oltre a non controllare fonti e provenienze di dubbia affidabilità, comporta non solo il divenire parte di un circuito para-informativo malato e morboso ma, nel caso della Croce Rossa, potrebbe addirittura mettere a rischio l’incolumità dei tanti volontari e operatori impegnati ogni giorno in teatri di conflitti a sostegno dei più vulnerabili.

Una storia lunga 36 anni. L’impegno del CICR alle Falkland/Malvinas

Sono trascorsi 36 anni dall’inizio del conflitto armato tra Argentina e Regno Unito che rappresentò il tragico epilogo di un’antica disputa territoriale sulle Isole Falkland/ Malvinas, nel sud Atlantico. Il sito web del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha pubblicato una serie di immagini significative che evocano il lungo e complesso lavoro svolto dalla Croce Rossa durante la guerra del 1982 e che si è concluso solo pochi mesi fa; la prima visita dei parenti al cimitero di Darwin nel 1991 e il lavoro svolto nel ricevere il mandato di Argentina e Regno Unito per portare a termine il piano forense umanitario nel 2017, allo scopo di identificare i combattenti sepolti sotto la lapide “Soldato argentino conosciuto solo da Dio”.  Un articolo che racconta un pezzo di storia dell’umanità e un pezzo di storia della Croce Rossa; non potevamo non riproporlo anche sul nostro sito.

Le visite ai prigionieri di guerra, effettuate sia a terra che in mare, sono state una delle principali attività del CICR durante il conflitto tra l’Argentina e il Regno Unito, tra il 2 aprile e il 14 giugno 1982, sulle isole del Sud Atlantico. Questa guerra fu un caso atipico per quanto riguarda il rilascio di prigionieri, che ebbe luogo sia durante che dopo il conflitto, e che si risolse molto rapidamente dopo l’effettiva cessazione delle ostilità.

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Francesco Rocca: “Trattati di Roma. C’è davvero qualcosa da festeggiare?”

All’indomani dei festeggiamenti per i sessant’anni dei Trattati di Roma, istitutivi della Comunità economica europea, Francesco Rocca, presidente di Croce Rossa italiana e vicepresidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nell’ultimo pezzo uscito oggi sul suo blog dell’Huffington Post, afferma: “Lo voglio dire senza mezze misure: dal mio punto di vista, l’anniversario dei trattati di Roma non è un buon motivo per festeggiare, anzi il contrario”.

Il presidente di CRI si chiede come facciano i rappresentanti di tutte le nazioni europee a festeggiare la ricorrenza mentre stiamo vivendo giorni in cui centinaia di persone in fuga da guerre e miserie continuano a morire in mare.

“60mila persone sono bloccate da un anno in Grecia – spiega Rocca –  in un limbo in cui le Istituzioni europee non danno risposta. In tanti, tantissimi, in Italia aspettano il famoso piano di relocation. Per non parlare delle difficoltà sociali in buona parte dell’Unione Europea, della disoccupazione giovanile alle stelle, del ritorno dei venti isolazionisti e xenofobi, del valore della solidarietà che è sempre meno presente all’interno dei dibattiti nazionali ed europei”. 

Francesco Rocca, pur riconoscendo il valore simbolico della ricorrenza, denuncia come i valori fondanti dell’Europa siano messi in secondo piano, a favore dell’economia e della finanza. “Oltre l’economia, c’è molto altro – chiude Francesco Rocca – l’ho già detto. Ma senza rispetto della dignità dell’essere umano, l’Europa rischierà, purtroppo, di fallire”.

Leggi l’articolo completo sull’Huffington Post

Afghanistan: uccisi 6 delegati del CICR.

CICR luttoSei delegati del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sono stati uccisi in Afghanistan, altri due sono dispersi.
Il team, composto da tre autisti e cinque field officer, stava andando verso la zona sud della città di Shibergan nella provincia di Jawzan, per distribuire materiali  necessari per il bestiame. Il convoglio è stato attaccato da uomini armati sconosciuti.
“Questo è un atto spregevole. Nulla può giustificare l’uccisione dei nostri colleghi e cari amici”, ha detto il capo-delegazione del CICR in Afghanistan, Monica Zanarelli. “In questo momento, è per noi prematuro determinare l’impatto di questo incidente spaventoso sulle nostre operazioni in Afghanistan. Vogliamo stringerci e sostenerci a vicenda nell’elaborazione di questo atto incomprensibile e trovare i nostri due colleghi dispersi”, ha detto Monica Zanarelli.

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Risparmiate i civili di Aleppo

AleppoAd Aleppo Est, migliaia di civili sono in pericolo a causa della linea di combattimento che si sta avvicinando sempre di più. Mentre la battaglia infuria e la zona è immersa nel caos, migliaia di persone che non hanno niente a che fare con le violenze non hanno letteralmente alcun luogo sicuro dove scappare. Ulteriori perdite di vite e una catastrofe umanitaria sempre più grave possono essere evitate solo se le regole base di guerra, e di umanità, vengono applicate.

Il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) ha chiesto alle parti in conflitto di tenere in considerazione il destino dei civili intrappolati dai combattimenti
in corso e di fare tutto il possibile per risparmiarli e proteggerli. “Questa potrebbe essere l’ultima possibilità di salvare vite umane”, si legge in una nota del CICR.

Per più di una settimana, il Comitato Internazionale della Croce Rossa è stato in contatto con tutte le parti in conflitto per trovare una soluzione umanitaria che potesse evitare ulteriori sofferenze. Questi sforzi non sono ancora riusciti a produrre risultati, e il tempo sta per scadere.Per il bene dei civili, il CICR e la Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARC) ribadiscono l’impegno a lavorare come intermediario umanitario neutrale e imparziale.

“Chiediamo alle parti che l’umanità prevalga sugli obiettivi militari”, ha detto il capo-delegazione del CICR in Siria, Marianne Gasser, attualmente ad Aleppo. “Siamo pronti a monitorare l’attuazione di qualsiasi accordo che consideri i civili come priorità. Tutto questo deve avvenire ora”.