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#BullononéBello: presentazione della nostra colonnina antibullismo

Giovedì 20 settembre 2018, alle ore 10.00, presso il Palazzetto dello Sport del comune di Spoltore, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Spoltore ha convocato una conferenza stampa a cui parteciperanno:

Gian Mauro PLACIDO, Direttore tecnico del compartimento di Polizia Postale e delle comunicazioni
Abruzzo;
Muni CYTRON, Sociologo;
Maria Ida DI GENNARO, Psicologa dell’infanzia;
Pierluigi PARISI, Presidente Comitato CRI di Spoltore.

Sarà presentato il progetto pilota “Bullo non è Bello”, il primo attuato sul territorio nazionale poiché si basa su una forma di contatto e/o una richiesta di aiuto decisamente innovativa: una “colonnina antibullismo” grazie alla quale premendo un solo pulsante, posto al centro della stessa, sarà possibile allertare il 114 numero di emergenza infanzia, la Polizia di Stato e la Croce Rossa Italiana in caso di violenza fisica.
La colonnina verrà installata presso la Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo Statale di Spoltore (PE).

#BulloNonèBello – Non restare a guardare, taglia la catena del Bullismo

Una delle problematiche che da tempo coinvolge i giovani in età adolescenziale-evolutiva e che, malgrado interventi educativi e campagne di informazione non ancora sembra regredire è proprio il bullismo. Nonostante la crescente attenzione riservata dai media, tale fenomeno comportamentale continua a riprodursi e propagarsi utilizzando spesso i canali “social” di cui i giovani sono grandi fruitori. Rafforzare le campagne informative/educative contro il bullismo e trovare nuove forme di “contatto” per meglio essere di aiuto a chi si trova in questa difficile situazione è un intervento necessario ed urgente. La colonnina antibullismo si propone di diventare uno strumento capace di creare una rete di collaborazione tra i vari enti, a tutela di chi vive questa problematica.

 

Approvato il Codice CRI per la Prevenzione e il contrasto alle molestie sessuali.

Il Consiglio Direttivo Nazionale della Croce Rossa Italiana, con Delibera 129/18 del 9 Novembre 2018, ha approvato il Codice di condotta per la prevenzione e il contrasto alle molestie sessuali. Richiamandosi, tra gli altri, ai principi costituzionalmente sanciti di parità tra uomini e donne, a tutela della persona e del lavoratore; alla normativa comunitaria sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul posto di lavoro e sulle molestie sessuali; alle linee guida contro le molestie e alla policy di prevenzione e risposta allo sfruttamento sessuale e agli abusi della IFRC, il Comitato Nazionale CRI ha inteso dotarsi di un ulteriore strumento, ad integrazione delle disposizioni del Codice Etico, dei provvedimenti disciplinari e collegi disciplinari, volto a prevenire e/o contrastare comportamenti che configurino molestie sessuali nei confronti dei soci, dei dipendenti e dei terzi destinatari delle attività della Croce Rossa Italiana.

Codice di condotta per la prevenzione ed il contrasto alle molestie sessuali (leggi o scarica il PDF)

Approvate le Norme per la tutela dell’Emblema e del logotipo di Croce Rossa.

Il Consiglio Direttivo Nazionale della Croce Rossa Italiana ha approvato le Norme per la tutela dell’Emblema e del logotipo”. Tali regole disciplinano in maniera compiuta l’uso, le azioni di tutela e le relative procedure, con il coinvolgimento diretto dei Comitati CRI a tutti i livelli associativi. Il CDN ha anche previsto la costituzione di un Osservatorio Nazionale per la tutela dell’Emblema di Croce Rossa, incaricato di provvedere agli adempimenti previsti nel nuovo Regolamento.

L’Emblema e la denominazione della Croce Rossa sono protetti dalle Convenzioni di Ginevra del 1949 – nello specifico, dagli articoli 38 e 53 della Prima Convenzione – nonché dai protocolli addizionali riguardanti la protezione delle vittime di guerra. Dal combinato disposto degli articoli 44 e 53 e dall’intera Convenzione, si evince che sono considerati leciti solamente gli utilizzi dell’Emblema espressamente stabiliti. Tutto ciò che non rappresenta un’applicazione di quanto previsto comporta una violazione che, come tale, rientra nelle ipotesi di abuso previste dall’articolo 53 della suddetta Convenzione. Le società private, come principio generale, non sono autorizzate all’uso dell’Emblema. Le uniche eccezioni a questa regola, e comunque con vincoli restrittivi, sono rappresentate dalle ambulanze e dalle postazioni di soccorso che siano state assegnate esclusivamente al compito di fornire trattamenti gratuiti a feriti o malati (articolo 44, quarto par., Prima Convenzione di Ginevra del 1949). La Repubblica Italiana, avendo sottoscritto le Convenzioni di Ginevra, si impegna a prendere tutte le misure necessarie al fine di prevenire e reprimere ogni forma di abuso dell’Emblema (articolo 54 della Prima Convenzione), prevedendo a sua volta delle tassative sanzioni nei confronti delle persone o entità che le usano senza esserne titolati (Legge 30 giugno 1912, n. 740 e successive modificazioni).

La Croce Rossa Italiana, fondata nel 1864, è stata ufficialmente riconosciuta dalla Repubblica Italiana quale unica Società Nazionale della Croce Rossa autorizzata ad esplicare le sue attività sul territorio italiano, ai sensi del Decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178 e, pertanto, l’utilizzo di simboli ed altri segni distintivi che, per la loro fisica rappresentazione, sono evidentemente idonei a ingenerare confusione con l’Emblema della Croce Rossa comporta una violazione delle leggi dello Stato Italiano. Il criterio in base al quale stabilire se un logo può essere considerato un’imitazione dell’emblema deve essere quello del rischio di confusione da parte dell’opinione pubblica tra il logo utilizzato e l’Emblema della croce rossa. Ciò premesso, sebbene leggermente modificata, una croce rossa su sfondo bianco costituisce una imitazione proibita. Tale è la posizione sostenuta dal Commentario sulla Prima Convenzione di Ginevra (Commentary of the Geneva Conventions of 12 August 1949, Volume I, Articolo 53, ICRC, Ginevra, 1952, p. 385). E’ importante sottolineare che tutto quanto sopra è stato adottato dagli Stati membri della Convenzione di Ginevra del 1949 nel pieno interesse delle vittime (in particolare nei conflitti armati) e delle missioni umanitarie, contesto ove la protezione dell’Emblema è di vitale importanza.

 – Norme per la tutela dell’Emblema (scarica il PDF)

Ciao Maria Grazia…

In un caldo giorno siciliano di fine agosto, silenziosamente, improvvisamente e inaspettatamente la nostra Maria Grazia D’Onofrio è andata via lasciando tutti noi increduli e smarriti. “La vita è un brivido che vola via”, ripeteva spesso sorridendo, con quella delicatezza che tutti noi avevamo apprezzato sin dal primo momento. Una donna, una mamma, una volontaria di Croce Rossa che avrebbe potuto regalare ancora tanto di se e che invece lascia un vuoto incolmabile in quanti l‘hanno conosciuta e le hanno voluto bene.
Il presidente Parisi, il Consiglio direttivo e tutti i volontari del Comitato di Spoltore della CRI si stringono in un abbraccio affettuoso ai familiari di Maria Grazia, partecipando commossi al loro straziante dolore.
Un particolare ringraziamento al presidente e ai volontari di CRI Catania per il sostegno e l’aiuto che immediatamente hanno offerto in questo triste momento.

False accuse e fake news, la condanna della Croce Rossa Italiana

Rilanciamo un articolo pubblicato dal sito nazionale della Croce Rossa Italiana:

Nelle ultime ore, attraverso profili facebook privati che se ne attribuiscono la proprietà, è tornato a circolare un video del 2011, che nel corso degli ultimi due anni, complice la capacità moltiplicatrice dei social network e la diffusione di fake news, spunta fuori periodicamente e mostra un uso illegittimo dell’emblema del Comitato Internazionale della Croce Rossa su alcune casse che contengono denaro contante. Già lo scorso gennaio, il CICR specificò con estrema chiarezza che “Il Comitato non ha nulla a che fare con lo stoccaggio o il trasporto di denaro che viene contestato attraverso il video e condanniamo con forza l’abuso perpetrato ai danni del nostro nome e del nostro logo”.

Questo utilizzo improprio dell’emblema nel video è un pericoloso abuso del nome del CICR e del particolare significato e scopo dell’emblema della Croce Rossa, che è segno visibile della protezione garantita alle vittime dei conflitti armati dalle Convenzioni di Ginevra. Il video, privo di qualsiasi elemento di autenticità e contestualizzazione, alimenta false teorie di cospirazione, come il riciclaggio di denaro, che arrecano un grave danno alla reputazione costruita dall’organizzazione.

Anche se non siamo a conoscenza di incidenti legati alla diffusione del video – prosegue il CICR nel suo comunicato dello scorso gennaio – siamo preoccupati per l’impatto che un abuso così palese potrebbe avere sulla sicurezza del nostro staff impegnato in attività in diversi Paesi, dove la fiducia di tutte le parti è essenziale per la protezione dei nostri operatori e per indirizzare efficacemente la nostra azione umanitaria verso coloro che ne hanno bisogno”.

In un momento storico in cui si fa un gran parlare di fake news e utilizzo responsabile dei social network, contribuire alla diffusione periodica di simili falsi, oltre a non controllare fonti e provenienze di dubbia affidabilità, comporta non solo il divenire parte di un circuito para-informativo malato e morboso ma, nel caso della Croce Rossa, potrebbe addirittura mettere a rischio l’incolumità dei tanti volontari e operatori impegnati ogni giorno in teatri di conflitti a sostegno dei più vulnerabili.